
Un’EPD è la dichiarazione LCA verificata che serve quando la vostra linea di gadget deve essere comparabile e documentata per il procurement o la rendicontazione. Non è un bollino “green”, ma uno strumento di trasparenza: per la maggior parte dei programmi di merchandising la soluzione pratica è un’EPD rappresentativa o dati settoriali ben documentati, riservando le certificazioni singole alle linee più strategiche.
In breve:
- Verificare che l’EPD applicata utilizzi la stessa PCR, l’unità funzionale e i confini di sistema per garantire una comparabilità affidabile tra prodotti simili.
- Valutare se il costo e la complessità di certificare singolarmente molte varianti sono giustificati rispetto alla possibilità di utilizzare un’EPD di famiglia o dati di settore.
- Ricordare che un’EPD di prodotto rappresentativa può coprire più varianti della stessa linea, riducendo i costi senza perdere tracciabilità ambientale.
- Comprendere che un’EPD è un documento volontario e che la sua richiesta dipende principalmente da gare pubbliche con requisiti CAM o da richieste specifiche di clienti corporate.
- Considerare che, in ottica di rendicontazione CSRD ed ESRS, i dati ambientali dei gadget possono equivalere a proxy settoriali supportati da fonti documentate, senza necessità di un’EPD dedicata.
Indice
- Cos’è una EPD e quali norme la regolano
- Perché (e quando) un’EPD è utile per i gadget promozionali
- PCR e comparabilità: come leggere un’EPD
- Processo pratico per sviluppare un’EPD per una famiglia di gadget
- EPD, CSRD ed ESRS: integrazione nella rendicontazione
- Costi, scala e alternative pratiche
- Verifica, registrazione e reperibilità delle EPD
- Come supportiamo i programmi di gadget sostenibili
- Riflessione esperta sull’adozione strategica delle EPD
- Servizi per merchandising sostenibile e supporto LCA
- Domande frequenti
- Fonti
Cos’è una EPD e quali norme la regolano
Una EPD (dichiarazione ambientale di prodotto) comunica i risultati di un’analisi del ciclo di vita (LCA) in un formato standardizzato e verificato da terzi. Il quadro normativo si basa su tre riferimenti: la norma ISO 14025, che definisce i principi delle dichiarazioni ambientali di tipo III, gli standard ISO 14040 e 14044 per la metodologia LCA, e la EN 15804 per i prodotti da costruzione, spesso presa a modello anche in altri settori.
Le Product Category Rules (PCR) stabiliscono le regole specifiche per ciascuna categoria di prodotto: senza una PCR condivisa, due EPD non sono confrontabili anche se riguardano articoli simili.
- La dichiarazione EPD contiene i risultati ambientali sintetici destinati alla comunicazione esterna.
- Il background report raccoglie dati e assunzioni metodologiche a supporto della dichiarazione.
- Il Program Operator coordina le PCR, verifica la conformità e registra il documento.
Perché (e quando) un’EPD è utile per i gadget promozionali
Per chi gestisce programmi di merchandising aziendale, un’EPD offre un linguaggio comune con procurement, stakeholder e clienti che richiedono dati ambientali verificati. È utile soprattutto quando il gadget rientra in gare pubbliche con Criteri Ambientali Minimi (CAM) o quando un cliente corporate chiede dati comparabili per la propria rendicontazione.
I limiti pratici sono concreti: personalizzazioni, colori, loghi e packaging diversi moltiplicano le varianti, e certificare ciascuna di esse con un’EPD dedicata ha un costo difficilmente giustificabile per prodotti promozionali a basso valore unitario.
- Vantaggio principale: dati comparabili se la PCR applicata è la stessa per tutti i prodotti confrontati.
- Limite principale: la proliferazione di varianti rende antieconomica una certificazione per singolo articolo.
- Criterio decisionale: valutare l’esposizione a requisiti di gara o a richieste specifiche dei clienti prima di investire.
Un consiglio: prima di commissionare un’EPD, verificate se il cliente o il bando richiedono effettivamente quel documento o se accettano dati LCA aggregati equivalenti.
PCR e comparabilità: come leggere un’EPD
Una EPD può sembrare rigorosa anche quando non è comparabile con un’altra. Per verificarlo, la comparabilità fra EPD richiede coerenza su PCR, unità dichiarata e confini di sistema: confronti impropri fra categorie diverse portano a errori di valutazione.
- Controllate che entrambe le dichiarazioni applichino la stessa PCR: PCR diverse rendono il confronto privo di significato.
- Verificate l’unità dichiarata (beccare unit) o funzionale: un kit promozionale confrontato a peso non equivale a uno confrontato a pezzo.
- Esaminate i confini di sistema, cioè i moduli del ciclo di vita coperti (dalla produzione A1-A3 fino a fine vita D): EPD che escludono moduli diversi non sono equivalenti.
- Controllate il database LCI (Life Cycle Inventory) e le scelte metodologiche, perché influenzano direttamente i risultati numerici riportati.
Queste verifiche richiedono pochi minuti ma evitano l’errore più comune: confrontare due numeri che derivano da metodologie incompatibili.
Processo pratico per sviluppare un’EPD per una famiglia di gadget
Avviare un’EPD per una linea di prodotti promozionali segue una sequenza definita, utile come checklist operativa per chi coordina fornitori e consulenti LCA.
- Definite l’unità dichiarata (per esempio un pezzo o un kg di prodotto finito) in modo coerente con la PCR di riferimento.
- Raccogliete i foreground data: materiali, processi produttivi, trasporti e packaging specifici della linea.
- Selezionate la PCR applicabile alla categoria di gadget, verificando che sia pubblicata da un Program Operator riconosciuto.
- Fate condurre l’analisi LCA da un consulente o laboratorio qualificato, basata sui dati raccolti.
- Sottoponete la dichiarazione a verifica indipendente da parte di un organismo terzo.
- Registrate l’EPD presso il Program Operator scelto, che le assegna un numero e una validità (tipicamente attorno a cinque anni).
Per programmi con molte varianti, la strada più efficiente è un’EPD di gruppo o rappresentativa che copra una famiglia di prodotti simili (stesso materiale, processo produttivo e fascia dimensionale), definendo in modo esplicito quali varianti rientrano nella copertura dichiarata.
Un consiglio: coinvolgete il fornitore fin dalla fase di raccolta dati: senza foreground data affidabili, anche l’EPD meglio verificata rischia di riflettere assunzioni generiche poco rappresentative del prodotto reale.

EPD, CSRD ed ESRS: integrazione nella rendicontazione
Per le aziende soggette a CSRD, i dati ambientali dei gadget promozionali rientrano tipicamente nelle emissioni Scope 3 legate agli acquisti di beni e servizi. Le disposizioni ESRS collegate alla CSRD permettono l’uso di proxy e dati settoriali quando la raccolta di dati primari dai fornitori è impraticabile, a condizione che le stime siano supportate da informazioni ragionevoli.
Questo significa che un’EPD puntuale non è sempre necessaria per la rendicontazione: dati settoriali documentati, se tracciabili e coerenti nel tempo, possono soddisfare i requisiti di disclosure.
- Un’EPD fornisce dati primari di alta qualità quando disponibile per la linea di prodotto specifica.
- In assenza di EPD dedicata, i proxy settoriali vanno documentati con fonte, anno e metodologia.
- La coerenza metodologica nel tempo conta più della precisione assoluta di un singolo dato: cambiare fonte ogni anno complica l’audit.
Costi, scala e alternative pratiche
Sviluppare un’EPD singola comporta costi di analisi LCA, verifica indipendente e registrazione che pesano in modo sproporzionato su prodotti promozionali a basso valore unitario. Per i gadget promozionali, certificare ogni variante è spesso impraticabile: la soluzione adottata è un’EPD di settore o rappresentativa che copre una famiglia di prodotto con un’unica dichiarazione.
- EPD singola: indicata per linee ad alto volume o alta visibilità commerciale.
- EPD rappresentativa o di famiglia: indicata per gamme con molte varianti simili.
- Dati medi di settore o banche dati LCI: utili come proxy quando né l’una né l’altra sono praticabili nei tempi richiesti.
Per i programmi con molte varianti, gli esperti raccomandano EPD rappresentative integrate con dati settoriali certificati per il calcolo Scope 3, una combinazione che mantiene tracciabilità senza moltiplicare i costi di certificazione per ogni singolo articolo personalizzato.
Verifica, registrazione e reperibilità delle EPD
Un’EPD pubblicata passa sempre attraverso un Program Operator, l’organismo che coordina le PCR e mantiene il registro delle dichiarazioni. In Italia il riferimento principale è EPDItaly, mentre a livello internazionale opera anche Environdec.
- La verifica indipendente da parte di un organismo terzo accreditato è un requisito, non un’opzione facoltativa.
- Ogni EPD registrata riporta un numero di dichiarazione, l’unità dichiarata e un periodo di validità, tipicamente di alcuni anni.
- Un esempio concreto: la EPD registrata per reti apprettate Gavazzi riporta un’unità dichiarata di un chilogrammo e una validità pluriennale, con un background report separato a supporto dei dati.
- Le dichiarazioni registrate sono reperibili pubblicamente nei registri dei Program Operator, mentre il background report resta spesso riservato ai fini di verifica.
Come supportiamo i programmi di gadget sostenibili
Gestiamo programmi di merchandising aziendale e disponiamo di certificazioni ISO 9001, ISO 14001 e ISO 27001, con rating EcoVadis Platinum e rendicontazione CDP. Come membro di IGC Global Promotions, firmiamo accordi quadro a livello di headquarter garantendo esecuzione locale in oltre cinquanta paesi.
Il nostro lavoro comprende sourcing, analisi LCA dei prodotti, gestione della logistica internazionale e piattaforme e-commerce dedicate per gli ordini interni, con controllo di budget e brand. Chi vuole integrare dati ambientali verificati nel proprio programma di gadget può consultare le pagine servizi o la pagina sostenibilità per i dettagli operativi.

Riflessione esperta sull’adozione strategica delle EPD
La domanda giusta non è se fare un’EPD, ma dove investirla. Procurement, ESG e marketing dovrebbero mappare insieme le famiglie di prodotto prima di aprire qualsiasi commessa LCA: la trasparenza costa, e va destinata alle linee con reale esposizione a gare CAM o a clienti che la richiedono esplicitamente. Il primo passo concreto resta un audit interno delle famiglie di gadget attualmente a catalogo.
— Manuel Xueref
Servizi per merchandising sostenibile e supporto LCA
Per i programmi che richiedono dati ambientali verificati, offriamo un percorso che integra sourcing certificato, analisi LCA e gestione completa dell’ordine.

- Sourcing responsabile per gadget promozionali, abbigliamento da lavoro e kit personalizzati, con fornitori verificati.
- Analisi LCA dei prodotti per supportare scelte informate su materiali e processi produttivi.
- Logistica e spedizioni massive internazionali, con piattaforme e-commerce dedicate per gli ordini aziendali e controllo di budget.
Chi gestisce ordini ricorrenti su più mercati può anche valutare l’integrazione tra ERP ed e-commerce descritta in questo approfondimento su piattaforme integrate con CRM, utile per capire come strutturare i flussi dati tra acquisti e rendicontazione.
Ogni programma richiede una valutazione su misura: per discutere la vostra linea di prodotti e le opzioni di EPD rappresentativa o proxy documentati, potete contattare il nostro team attraverso la pagina servizi o scrivere direttamente ai nostri contatti.
Domande frequenti
L’EPD è obbligatoria per i gadget aziendali?
No, l’EPD non è un obbligo generale: diventa necessaria solo quando un bando pubblico con Criteri Ambientali Minimi o un cliente corporate la richiede esplicitamente nei requisiti di gara o di fornitura.
Cos’è un prodotto EPD?
Non esiste un “prodotto EPD” in senso proprio: l’EPD è la dichiarazione ambientale che accompagna un prodotto, basata su un’analisi LCA verificata da terzi secondo la norma ISO 14025. Il prodotto resta distinto dalla dichiarazione che lo descrive.
Qual è la differenza tra i Criteri Ambientali Minimi (CAM) e l’EPD?
I CAM sono requisiti normativi che le stazioni appaltanti italiane applicano nelle gare pubbliche, mentre l’EPD è un documento tecnico volontario che può essere usato come prova di conformità ad alcuni di questi requisiti. Non sono equivalenti: i CAM stabiliscono soglie, l’EPD fornisce dati.
Chi rilascia la certificazione EPD?
La dichiarazione viene registrata da un Program Operator, come EPDItaly in Italia, dopo una verifica indipendente condotta da un organismo terzo accreditato. Il Program Operator gestisce anche le Product Category Rules applicabili.