
Sostituire i gadget promozionali con una donazione tracciabile è una scelta operativa, non simbolica: richiede un pagamento verificabile verso un ente iscritto al RUNTS, una documentazione che regga un audit e un collegamento diretto alla rendicontazione di sostenibilità dell’azienda. Fatti questi tre passaggi, la donazione diventa un dato utilizzabile nella disclosure CSRD/ESRS, non solo un gesto reputazionale. Le sezioni seguenti spiegano come costruire il processo passo dopo passo.
In breve:
- La donazione tracciabile richiede pagamento verificabile, documentazione dell’ente beneficiario iscritto al RUNTS e collegamento alla rendicontazione di sostenibilità.
- Questa modalità garantisce maggiore coerenza con i dati ESG dichiarati e riduce i rischi legati a materiali, filiera e smaltimento rispetto ai gadget fisici.
- È consigliabile adottare un approccio misto, destinando le donazioni a basso valore o complessità, mantenendo i gadget per eventi di visibilità.
- La documentazione minima include bonifico tracciabile, statuto e bilancio dell’ente, dichiarazioni di ricezione fondi e archiviazione in un registro unico.
- Per un progetto pilota, si può partire con un’area o evento specifico, limitando così impegno amministrativo e testando il workflow documentale.
Indice
- Perché conviene: vantaggi strategici e limiti dell’approccio
- Aspetti fiscali e documentali imprescindibili per la tracciabilità
- Governance e processo operativo: policy, workflow e archiviazione
- Checklist di due diligence per gli enti beneficiari
- Misurazione e reporting: inserire le donazioni nella rendicontazione CSRD/ESRS
- Prospettiva del fornitore: prove e capacità offerte da Solution Group
- Come avviare un progetto pilota con un fornitore certificato
- Fonti
- Domande frequenti
Perché conviene: vantaggi strategici e limiti dell’approccio
Una donazione tracciabile al posto del gadget risponde meglio alle aspettative di stakeholder e investitori che oggi guardano alla coerenza tra comunicazione e dati ESG dichiarati. Elimina inoltre i rischi legati a materiali, packaging e filiera logistica tipici del merchandising fisico: nessun controllo REACH o GPSR da gestire, nessuno smaltimento da prevedere. Il limite principale è la perdita del contatto fisico con il brand, l’oggetto che resta sulla scrivania del cliente o del dipendente per mesi.
Per questo motivo molte organizzazioni preferiscono un approccio misto piuttosto che una sostituzione totale:
- La donazione sostituisce gadget a basso valore percepito o prodotti con filiera complessa da certificare.
- Il gadget resta per eventi dove la presenza fisica del brand ha un ruolo funzionale, come fiere o kit di benvenuto.
- La combinazione consente di diversificare il budget tra impatto sociale misurabile e visibilità del marchio.
Un consiglio: prima di eliminare del tutto il gadget, verificate quale quota del budget promozionale genera realmente ritorno di brand awareness e quale può essere riallocata senza perdite percepibili.
Aspetti fiscali e documentali imprescindibili per la tracciabilità
Una donazione aziendale vale ai fini fiscali e di rendicontazione solo se supportata da documenti precisi. L’Agenzia delle Entrate specifica i codici e le modalità previste per le erogazioni liberali, chiarendo che il pagamento deve avvenire tramite mezzi tracciabili e deve essere accompagnato da prova d’uso dei fondi per accedere a detrazioni o deduzioni.
I passaggi documentali minimi sono questi:
- Effettuare il pagamento tramite bonifico bancario o altro mezzo tracciabile, mai in contanti, e conservare la ricevuta.
- Verificare che l’ente beneficiario sia regolarmente iscritto al RUNTS e richiedere copia dello statuto e dell’ultimo bilancio depositato.
- Ottenere dall’ente una dichiarazione o un report che attesti la ricezione dei fondi e la destinazione d’uso.
- Archiviare tutta la documentazione (bonifico, statuto, report) in un registro interno collegato al ciclo di controllo budget.
- Integrare i dati raccolti nella dichiarazione di sostenibilità, indicando l’importo, il beneficiario e la finalità del progetto.
Questa sequenza rende la donazione difendibile in sede di audit interno e coerente con quanto richiesto per la deducibilità fiscale delle erogazioni liberali.
Governance e processo operativo: policy, workflow e archiviazione
Un programma di donazioni sostitutive ai gadget funziona solo se governato da una policy scritta, non da decisioni caso per caso. La policy dovrebbe definire l’obiettivo del programma, i ruoli coinvolti (marketing, procurement, CSR) e i limiti di budget per progetto o per area geografica.
Il workflow operativo tipico segue questa sequenza:
- Approvazione del budget dedicato da parte della funzione CSR o finance, con soglie chiare per importo.
- Selezione dell’ente beneficiario secondo i criteri di due diligence descritti più avanti.
- Esecuzione del pagamento tracciabile e raccolta immediata della prova di ricezione.
- Archiviazione della documentazione in un repository unico, condiviso con procurement.
- Inserimento dei dati raccolti nel ciclo di reporting di sostenibilità dell’anno di riferimento.
L’integrazione con le piattaforme di ordini interni già usate per il merchandising aziendale semplifica questo passaggio: lo stesso sistema di controllo budget e approvazioni può gestire sia l’acquisto di prodotti promozionali sia l’erogazione liberale, mantenendo un’unica linea di visibilità per la funzione procurement.
Un consiglio: assegnate un responsabile unico per l’archiviazione documentale del programma donazioni: la dispersione dei file tra reparti diversi è la causa più comune di mancata tracciabilità in fase di audit.

Checklist di due diligence per gli enti beneficiari
Un ente beneficiario va valutato con lo stesso rigore riservato a un fornitore, non con una verifica informale. Il Sustainable Procurement Barometer di EcoVadis segnala che il 98% delle aziende ha già iniziato a integrare dati ESG nei processi di acquisto, ma la visibilità sui dati cala rapidamente oltre il primo livello di fornitori: lo stesso vale per gli enti che ricevono fondi al posto dei gadget, spesso fuori dal perimetro di controllo abituale.
La checklist minima comprende:
- Verificare l’iscrizione al RUNTS e la coerenza tra oggetto sociale statutario e progetto finanziato.
- Richiedere l’ultimo bilancio depositato e valutare la capacità dell’ente di rendicontare progetti specifici.
- Formalizzare un accordo (MOU) che includa clausole di audit e vincoli sull’uso dei fondi.
- Richiedere report periodici sull’utilizzo dei fondi, con evidenze fotografiche o documentali del progetto.
- Prevedere controlli a campione per le erogazioni di importo più significativo.
Trattare l’ente come un partner della catena del valore, non come un destinatario passivo, riduce il rischio reputazionale e rende il dato utilizzabile in sede di rendicontazione.
Misurazione e reporting: inserire le donazioni nella rendicontazione CSRD/ESRS
Le donazioni sostitutive ai gadget devono entrare nella materiality assessment aziendale, come qualsiasi altra voce di spesa con rilevanza sociale. Lo standard ESRS S2 sui lavoratori nella catena del valore richiede di riportare gli impatti materiali collegati alla value chain e definisce requisiti su politiche, coinvolgimento degli stakeholder e strumenti di remediation, un quadro che si applica anche ai progetti finanziati tramite erogazioni liberali quando toccano lavoratori o comunità della filiera.
Un punto tecnico da non trascurare è il value chain cap: le revisioni ESRS adottate dalla Commissione europea nel 2026 riducono i datapoint obbligatori di oltre il 60% e introducono un voluntary standard, proprio per evitare che le imprese soggette a CSRD chiedano ai partner della catena del valore più dati di quanto necessario.
Il 98% delle aziende ha iniziato a integrare dati ESG nei processi di acquisto, secondo EcoVadis: questo significa che un ente beneficiario dovrebbe essere trattato con lo stesso approccio riservato ai fornitori tradizionali.
Per collegare le donazioni ai KPI di reporting:
- Registrare l’importo erogato, il beneficiario e la finalità come dato strutturato annuale.
- Collegare il progetto finanziato a un rischio o un’opportunità identificati nella materiality assessment.
- Richiedere solo le informazioni realmente necessarie alla disclosure, segnalando eventuali richieste eccedenti rispetto al value chain cap.
Prospettiva del fornitore: prove e capacità offerte da Solution Group
Un fornitore di merchandising può offrire più di un catalogo prodotti quando il programma di donazioni sostituisce parte del budget promozionale. Un fornitore specializzato può affiancare i clienti nel sourcing responsabile e nell’analisi LCA dei prodotti quando l’azienda valuta il confronto tra un gadget fisico e una donazione equivalente.
Tra gli output concreti che un cliente può richiedere: campioni fisici e proof di stampa per confrontare alternative sostenibili, report di impatto collegati ai progetti finanziati e documentazione di supporto per l’inserimento nei propri registri di sostenibilità. Come membro di IGC Global Promotions, Solution Group coordina inoltre accordi quadro a livello di headquarter con esecuzione locale in oltre 50 paesi, utile quando il programma donazioni coinvolge più mercati contemporaneamente.
— Manuel Xueref
Come avviare un progetto pilota con un fornitore certificato
Chi valuta di destinare parte del budget gadget a donazioni tracciabili può partire da un progetto pilota su una sola area o evento, prima di estendere la policy a tutta l’organizzazione. Un pilota ben strutturato richiede meno impegno amministrativo e permette di testare il workflow documentale descritto in questo articolo prima di formalizzarlo su scala più ampia.

Nella richiesta di informazioni a un fornitore come Solution Group conviene specificare:
- Il volume di budget che si intende spostare da gadget a donazione.
- Le certificazioni richieste all’ente beneficiario e il livello di reportistica atteso.
- L’eventuale necessità di integrare il progetto con una piattaforma di ordini interni già in uso per il merchandising aziendale.
Solution Group fornisce analisi LCA, sourcing responsabile e documentazione a supporto della rendicontazione di sostenibilità: chi desidera approfondire l’offerta può consultare la pagina servizi o la pagina istituzionale e richiedere una valutazione personalizzata per il proprio programma.
Fonti
- Commission adopts revised sustainability reporting standards and a voluntary reporting standard
- Sustainable Procurement Barometer 2026 | EcoVadis
- Erogazioni liberali (Agenzia delle Entrate)
- ESRS S2 - Workers in the value chain (EFRAG Knowledge Hub)
Domande frequenti
Cosa significa sostituire i gadget aziendali con una donazione?
Significa destinare il budget previsto per il merchandising promozionale a un’erogazione liberale verificabile verso un ente iscritto al RUNTS, integrata nelle politiche di brand e CSR dell’azienda. Il processo richiede pagamento tracciabile, documentazione dell’ente e inserimento del dato nella rendicontazione di sostenibilità.
Quali documenti servono per rendere una donazione aziendale detraibile?
Serve un pagamento tracciabile (bonifico bancario), la prova di iscrizione dell’ente al RUNTS e una dichiarazione di ricezione dei fondi, come specificato dall’Agenzia delle Entrate. Senza questi elementi la deducibilità o detraibilità fiscale non è garantita.
Come si inserisce una donazione nella rendicontazione CSRD/ESRS?
La donazione va registrata come dato strutturato, collegata alla materiality assessment aziendale e, quando tocca lavoratori o comunità della filiera, agli obblighi previsti da ESRS S2. Le revisioni ESRS del 2026 hanno inoltre introdotto un value chain cap per limitare le richieste informative eccedenti verso i partner più piccoli.
Perché valutare un ente beneficiario con gli stessi criteri di un fornitore?
Perché la visibilità sui dati cala rapidamente oltre il primo livello di fornitori, come segnala il Sustainable Procurement Barometer di EcoVadis, e lo stesso rischio si applica agli enti che ricevono fondi al posto dei gadget. Applicare criteri di due diligence simili a quelli usati per i fornitori riduce il rischio reputazionale e rende il dato più affidabile in sede di audit.
Solution Group offre supporto per programmi di donazione al posto di gadget?
Solution Group supporta i clienti con sourcing responsabile, analisi LCA e documentazione utile a confrontare un gadget fisico con un’alternativa a impatto sociale, oltre a fornire report a sostegno della rendicontazione di sostenibilità. L’azienda, certificata ISO 9001, ISO 14001 e ISO 27001 con rating EcoVadis Platinum, può essere contattata tramite la pagina servizi per una valutazione personalizzata.