Come nascono i gadget originali e creativi?

Come nascono i nostri gadget originali? In questo articolo vogliamo raccontare com’è nata la nostra azienda, una storia che merita di essere raccontata e letta. Oltre ad essere un interessante caso di studio su un particolare gadget aziendale, illustriamo anche il nostro modo di lavorare, come nascono le idee per i vari gadget.

Vale la pena raccontare, analizzare e leggere la storia di Solution Group perché è uno di quei casi che si può tranquillamente definire un “successo tutto italiano”. Un successo che affonda le proprie radici nelle persone con una visione diversa, una creatività originale e competenze al quanto fuori dal comune.

Un inizio magico

Tutto nasce dalla “prestidigitazione”, l’antica arte dei giochi di prestigio, che sin dall’inizio del mondo dell’entertainment ha fatto divertire corti e famiglie reali, per poi evolversi in un’arte più popolare, impressionando gente di ogni età e ceto sociale.

Jean Xueref (il nome particolare è dovuto alle lontane origini tunisine), il fondatore di Solution Group, all’età di 26 anni inizia a studiare magia nel tempo libero. Un hobby un po’ fuori dal comune, che nel tempo lo appassiona sempre di più, fino a diventare davvero abile. Infatti, tempo dopo, Jean inizia ad esibirsi in piccoli locali: frequenta vari circoli magici ed entra nell’ambiente “underground” degli appassionati di magia.

Osservare attentamente

Oltre all’hobby per la magia, nel frattempo Jean lavora nel settore della pubblicità per una nota rivista di arte degli anni ’80. Proprio su queste riviste inizia ad osservare attentamente i vari articoli promozioanali. Erano molte le aziende che per pubblicizzare i propri marchi utilizzavano articoli promozionali.

Fin da subito appare evidente una cosa: la ripetitività con cui questi oggetti venivano usati dai vari marchi. Se c’era una novità particolare, d’effetto, si poteva esser sicuri che nel giro di poco tempo quell’oggetto si sarebbe visto ovunque, personalizzato con i loghi di tutte le aziende.

A questo punto per Jean diventa abbastanza naturale porsi delle domande, che oggi possono risultare scontate, ma non a quei tempi.

  1. Perché regalare un oggetto come un porta penne, con il logo di un marchio di una bevanda famosa?
  2. Perché esistono oggetti comuni con nomi di farmaci incomprensibili stampati sopra?
  3. Perché gli omaggi promozionali sono sempre gli stessi?

Il ruolo del gadget promozionale nella strategia delle aziende

Così la strategia delle aziende iniziava ad essere chiara. Ogni azienda infatti spendeva (e spende) molti soldi per personalizzare determinati oggetti da ufficio. Questo non è altro che un tentativo di esporre la persona al proprio logo in maniera regolare. Si cerca di lavorare sul subconscio delle persone.

È ovvio che se sulla mia scrivania ho un porta penne con il logo “Coca Cola”, quando avrò voglia di una bibita, il mio subconscio mi farà scegliere quel marchio. Negli ultimi mesi, giorni e ore infatti avrò sempre avuto quel logo sotto il mio sguardo: pian piano si sarà calcificato nel mio subconscio, fino ad influenzare la mia scelta al momento dell’acquisto.

Un metodo senz’altro molto efficace, specialmente a livello psicologico. Non c’è mai stato bisogno di dimostrare la validità entrando nel dettaglio scientifico: le multinazionali sapevano e sanno tuttora che questo metodo funziona, mentre magari il cittadino medio non ci pensa.

Jean in quel momento capì che questa strategia poteva essere migliorata. Gli oggetti, specialmente quando ordinari, possono essere recepiti come noiosi: in questo caso vengono subito buttati o dimenticati. Se invece vengono utilizzati e apprezzati, è segno che si è trovata una formula vincente. Un’idea da analizzare e replicare, per incrementare le vendite.

Differenziare gli articoli promozionali per distinguersi

Qual è il problema principale che devono affrontare le aziende?
La noia e la banalità dell’omaggio che viene distribuito.

Se al supermercato regalano una penna con stampato sopra il suo marchio, c’è il rischio che nel tragitto fino a casa venga persa. Si tratta infatti di un articolo a basso costo, che in quel momento non ha un’utilità immediata. In più, essendo gratis, non si presta particolare attenzione: anche se si perde non è un dramma.

Se invece arriva a casa, probabilmente per qualche tempo si userà quella penna. In questo modo scatta il meccanismo nel nostro subconscio. Quando si avrà di nuovo bisogno di fare la spesa si sceglierà di nuovo quel supermercato. È questo il potenziale di una semplice penna personalizzata.

Ora proviamo ad immaginare uno scenario diverso. Se il supermercato vi regalasse il nuovo tablet firmato Apple, che costa quasi 1000€, non diventereste forse dei clienti fedeli? Di sicuro la vostra lealtà per molto tempo non sarebbe messa in discussione: si cercherebbe di essere sempre riconoscenti a chi ha fatto un dono simile.  In più, dopo aver ricevuto un omaggio del genere, in futuro si potrebbero ricevere altrettanti regali con un valore simile.  Questa è senz’altro una soluzione vincente per fidelizzare il cliente a lungo termine.

È abbastanza ovvio che non tutte le aziende sono in grado di fare omaggi del genere. Tutti gli articoli promozionali infatti sono per lo più oggetti prodotti a basso costo, dalla vita più o meno breve.

Un’azienda, specialmente una multinazionale, deve avere un obiettivo ben preciso e fare delle scelte a volte coraggiose per raggiungerlo. Scelte che possano però avere un return on investment (ROI) significante.

Jean capì subito che per avere successo con un gadget promozionale non solo bisognava puntare sull’utilità dell’articolo, ma era necessario anche investire tempo e denaro sull’originalità. Un gadget a basso costo, ma allo stesso tempo bello, originale. Bisognava ideare un oggetto che invogliasse il consumatore a portarlo a casa e farlo vedere ai propri cari.

Creatività, coraggio, magia: come nascono i gadget originali

Ogni prestigiatore che si rispetti conosce molto bene le reazioni delle persone durante uno spettacolo. Vive di quelle reazioni, dello stupore, della suspense, dell’attesa. L’intuizione di Jean è stata quella di puntare allo “stupore”: anche nel consumatore si possono suscitare quelle reazioni quando si regala un omaggio. Basta trovare il gadget giusto, come dei semplici giochi di prestigio. Articoli promozionali originali, vincenti fin dall’inizio: oggetti con cui le persone potevano stupire amici e parenti.

Nasce da qui l’idea vincente di Solution Group.

Gadget originaliGadget originali per il settore farmaceutico

A metà degli anni 80’ una nota casa farmaceutica stava per lanciare un farmaco in grado di curare l’ulcera. Jean notò che soprattutto nel settore farmaceutico, la maggior parte dei budget pubblicitari veniva impiegato nella produzione massiva di articoli da ufficio e oggetti promozionali personalizzati: tutti con stampati sopra i marchi delle case farmaceutiche, da regalare a dottori e ospedali.

L’idea era di far leva sul subconscio del dottore di turno, esposto costantemente al nome del farmaco. Quando un paziente avrebbe avuto bisogno di un farmaco, a parità di benefici, quale avrebbe prescritto? Molto probabilmente quello a cui veniva esposto quotidianamente, grazie ai diversi articoli promozionali sulla scrivania.

In quegli anni l’industria farmaceutica dominava il settore promozionale: il volume di affari era di miliardi e miliardi di lire. Questo perché quando si trattava di farmaci da prescrivere, il cliente “finale” non era più il paziente, ma il dottore.

La casa farmaceutica doveva convincere i dottori che il loro farmaco era più efficace di altri. Per questa ragione, i dottori venivano “coccolati” dalle aziende farmaceutiche con moltissimi gadget promozionali, strumenti medici personalizzati, e, un po’ più scorrettamente, con laute conferenze medicali in resort a cinque stelle, con viaggi e spese pagati.

Con il passare degli anni, grazie alle legislazioni europee, questi atteggiamenti “scorretti” sono stati regolamentati, specialmente in un’industria che tratta la salute delle persone. La libertà d’iniziativa delle case farmaceutiche è stata così fortemente ridimensionata. Il gadget promozionale è sempre permesso e autorizzato, ma ha dei limiti e viene sottoposto a severi controlli sull’utilità. Vacanze e resort a 5 stelle non si regalano più e, grazie anche alla crisi dell’ultima decade, i budget si sono considerevolmente ristretti.

Il promozionale farmaceutico però continua ad essere un prodotto importante per le agenzie. Lo scopo del gadget però è cambiato: ora si punta più ad un’utilità medica che pubblicitaria (es: cerotti, guanti di lattice, spirometri ecc.).

Un mercato estremamente competitivo

Negli anni ‘80 e ‘90 tuttavia il mercato del promozionale farmaceutico era ricco, estremamente competitivo e privo di regole.

L’intuizione che ha cambiato l’azienda è arrivata quasi per caso. Jean aveva tra le mani un gioco di prestigio molto semplice: una scatoletta con un cassetto che si apriva. Al suo interno si poteva inserire qualcosa, dopo si chiudeva il cassetto e quando si riapriva, magia: il contenuto era scomparso!

Il gioco di prestigio era semplice e non richiedeva particolari tecniche. Si poteva imparare in pochi secondi conoscendo il trucco.

Come associare però un gioco di prestigio all’industria farmaceutica?
Come trovare un nesso tra un articolo di intrattenimento e stupore  e un oggetto promozionale destinato a medici, per promuovere un farmaco? Semplice. Con un concetto comunicativo creativo ed efficace.

Il farmaco fa sparire la malattia, l’articolo promozionale fa sparire il farmaco.

Dall’intuizione alla realizzazione dell’idea il passo è stato breve, anche se non privo di difficoltà. Dopo aver fissato l’incontro con l’azienda farmaceutica che stava per lanciare il farmaco, non restava che la presentazione.

Ai tempi non è stato facile presentare una simile idea ai dirigenti di un’azienda farmaceutica. Lo stile di comunicazione delle aziende era molto serio e formale, come potevano presentarsi a dottori e altri professionisti con un gioco di prestigio?

Forte dell’esperienza a contatto con un pubblico e dell’abilità come prestigiatore, Jean preparò una presentazione d’effetto: fece sparire il farmaco nella scatola. La mossa riuscì nell’intento: stupire i dirigenti.

Tutti infatti cominciarono ad esaminare la scatola, ma nessuno scoprì il trucco: servivano delucidazioni!
A quel punto Jean riprese la scatola in mano e magicamente il farmaco riapparse, mentre spiegava il funzionamento. Tutti rimasero colpiti dall’idea: il trucco era semplice e, una volta spiegato tutti riuscirono ad eseguirlo facilmente. Jean capì che aveva fatto centro.

Lo ringraziarono, ma spiegarono che il settore farmaceutico era complesso e lasciava poco spazio a sorrisi e a sperimentazioni pubblicitarie fuori dalla norma. Jean, in po’ perplesso, lasciò la scatola lì sul tavolo come omaggio e se ne andò.

Poco tempo dopo però il telefono squillò.

Era il direttore marketing dell’azienda farmaceutica: il settore marketing aveva deciso di sperimentare la scatola magica.

Andò così. Terminata la riunione, i dirigenti cominciarono a mostrare il gioco ai vari collaboratori, che a loro volta, colpiti, portarono l’originale gadget a casa per farlo vedere alla famiglia. Il gadget magico iniziò così a suscitare un certo interesse tra le persone. Tanto che si pensò potesse funzionare anche con i medici. Il reparto marketing fece una scelta coraggiosa, scegliendo un oggetto diverso.

La casa farmaceutica chiese a Jean una fornitura di 100.000 pezzi e come dicono gli inglesi, “The rest is history”.

Solution Group: la creatività nel dna

È nata così l’azienda Solution Group. Negli anni l’azienda è cresciuta ulteriormente, sempre creando oggetti originali e disegnando stampi. Solution Group è sempre riuscita a distinguersi come una delle agenzie promozionali più creative sul mercato europeo, mantenendo sempre la relazione tra oggetto promozionale e magia.

Di seguito alcuni esempi:

Il porta penne magico

Grazie ad un effetto a specchi, il corpo della penna sparisce dentro al porta penne. L’idea dietro a questo simpatico articolo era quella di scrivere la parola “Diabete” sulla penna e il nome del farmaco sul porta penne. Il concetto rappresentato era il diabete che spariva con l’utilizzo del farmaco.

La penna sospesa in aria

Grazie a due magneti ai lati della base, la penna rimane sospesa in aria. L’effetto visivo della penna bilanciata fu utilizzato per lanciare un farmaco che ristabiliva e bilanciava i valori ormonali del sangue del paziente che utilizzava il farmaco. Più dettagli sull’articolo dedicato alla penna sospesa.

 

Il press up

Il press up è formato da un blocchetto di fogli confezionato in una scatola, con un bottoncino contenente una molla. Premendo il pulsante, il piccolo bloc notes si alza magicamente, facilitando la scrittura. Questo articolo fu creato per promuovere un farmaco rivoluzionario contro la disfunzione erettile.

Gadget originaliUn’azienda affermata

Ovviamente con il passare degli anni Solution Group è cresciuta, sia come azienda che come persone. Il team di lavoro è stato attentamente selezionato: una delle qualità vincenti della nostra squadra è la creatività.

Così Solution Group è riuscita a crescere, fino a diventare un’azienda affermata nel settore dei promozionali.

Oggi i nostri clienti sono dei più svariati settori, dall’alimentari allo sportivo, dal mondo delle auto alla cosmetica. Siamo fornitori delle più importanti multinazionali di food & beverage e cosmetica, ed ovviamente siamo specializzati nella produzione di ogni tipo di articolo personalizzabile con un logo aziendale. Che sia per campagna pubblicitaria, promozionale o semplicemente divise per lo staff o regalistica aziendale, come Solution Group siamo in grado di dare un servizio professionale a 360 gradi. Incluse logistica, spedizioni, importazioni e certificazioni, oggi sempre più necessarie per lavorare con tranquillità nell’UE.

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